| Gazzettino: Antonello (Giorgione) «Il mio primo decennio di sfide» |
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Orfeo Antonello ha portato il Giorgione dalla Terza all’Eccellenza e celebra i cent’anni di storia - Lunedì 26 Luglio 2010, CASTELFRANCO - Sono passati dieci anni dalla nascita del "nuovo" Giorgione dalle ceneri della storica società. E sono dieci di presidenza di Orfeo Antonello, il presidente del centenario essendo il Giorgione nato il 1. gennaio 1911. E in quel di Asolo, a cena a casa di Bruno Bernardi dell’Aprolav, ecco che il patron si racconta. Un decennio di presidenza passato con quale bilancio? «Con passione, impegno, lavoro intenso portando il Giorgione dalla Terza all’Eccellenza con immutato entusiasmo anche se sono meno giovane di dieci anni, avendo raggiunto i 60». Diventando una realtà calcistica? «Certo, siamo una realtà del Veneto salendo nel gruppo delle migliori del Veneto come società ed organizzazione e per il rilancio del settore giovanile». E cento anni di storia in arrivo? «Che meritano rispetto e stima, stiamo preparando una serie di manifestazioni che saranno presentate il 16 settembre al teatro Accademico, posso anticipare che ci saranno una mostra fotografica, un libro, vari appuntamenti in sintonia col Comune. Sarà una chicca per la città di Castelfranco». È stato più difficile ripartire dieci anni addietro o continuare? «Difficile ripartire dal fondo, dalla Terza anche per la diffidenza creatasi attorno alla società e all’ambiente dopo la presidenza Auriemma. C’era stato un fuggi fuggi, ma con pazienza e l’aiuto di amici (come Egidio Fior) tutto è stato gradatamente superato. Io venivo dalla gestione del Postumia 73 col settore giovanile». È un dirigente diviso fra calcio e ciclismo? «E si cerca di fare tutto nel migliore dei modi, spendendo molto tempo per essere sempre presente in prima persona. Con il ciclismo è più facile fare il dirigente, c’è un rapporto con i genitori per entrambi gli sport. Con il calcio è stato creato uno staff di lavoro con compiti ben definiti con mio fratello Tiziano responsabile di prima squadra e Juniores, Fabio Dalla Costa quale responsabile del settore giovanile, Maurizio Marchesini responsabile dell’area tecnica,e Graziano Mancon della scuola calcio e campus; tutti hanno un rapporto diretto con me e la società partendo dai genitori». Avete un settore giovanile in crescita? «Certo e stiamo raccogliendo i frutti dopo essere ripartiti dal basso, ora siamo una realtà con squadre in tutti i campionati, con giovani in prima squadra e i Giovanissimi che hanno vinto la coppa Veneto e partecipano agli Sperimentali, gli Allievi al Regionale, Esordienti ovunque in evidenza, giocatori protagonisti con le rappresentative. Una crescita generale e su questa squadra vogliamo continuare». Un pensiero alla D per il centenario? «Non si dice ma si pensa, sarebbe la chicca, ma come sempre sarà dura». Non hai pensato a rilevare il Quinto? «Un pensiero sporadico c’è stato ma visti i tempi è meglio fare diversamente, proseguire gradatamente e non trovarsi domani in difficiltà, ce la giochiamo in campo». Che campionato di Eccellenza sarà? «Difficile come quello concluso con Treviso, Liapiave ed altre nell’alta classifica, Noi abbiamo cercato di sistemare il potenziale ma guardare anche ai nostri giovani». Niente pazzie? «Niente, bisogna guardare ai bilanci, limare il più possibile i costi, dialogare con i giocatori, assieme si programma e si cerca di dare il massimo e i nostri ragazzi lo hanno recepito. Una società di calcio con centinaia di giocatori, spese reali per allenamenti, vestiario, gestione, è come un’azienda, quindi bisogna saperla gestire, programmare ed essere presenti ed attivi». Michele Miriade |


